Quello che segue è un estratto, inedito per l'Italia, dell'intervista che Jon Lord ha rilasciato a Wiesław Weiss (direttore del mensile polacco "Teraz Rock") alcuni anni dopo la sua uscita dai Deep Purple.
Ne riporto qui la traduzione per gentile concessione dell'autore e della redazione di "Teraz Rock", che rimgrazio.
Ecco le parole di Jon Lord a proposito della sua ultima esibizione insieme ai suoi compagni di band, prima di dedicarsi alla carriera solista.
Ho sempre saputo che sarebbe stato difficile. Che ci sarebbero state delle lacrime. Ma non avrei mai immaginato... Sai, quando sono salito sul palco del Regent Theatre di Ipswich dopo l'ultimo concerto dei Deep Purple (il 19 settembre 2002, NdR) non sono riuscito a trattenere le lacrime.
Soprattutto quando mi sono reso conto che i miei compagni mi avevano lasciato solo con il pubblico: è stato un peso quasi insopportabile. Ho detto solo "grazie", sono andato in camerino ed è stato come se qualcosa si fosse sgretolato dentro di me. È stata dura, molto, molto dura. I Deep Purple sono stati tutta la mia vita, a parte una breve vacanza negli Whitesnake.
Cosa ha spinto allora il musicista a prendere una decisione definitiva?
Volevo comporre. Il fatto di non avere tempo per comporre mi causava un dolore quasi fisico. Ho provato a comporre durante le tournée, nelle stanze d'albergo. Ma non ci riuscivo. Per comporre ho bisogno dell'atmosfera di casa, del mio pianoforte, delle mie pareti, delle mie vibrazioni. E alla fine era arrivato il momento in cui avevo capito che se non me ne fossi andato in quel momento, non mi sarei ma deciso. Sarei potuto invecchiare tormentandomi con quello che sarebbe potuto accadere se solo, alla fine, fossi andato via.
Queste forse sono le parole più tristi che possono esistere: "cosa accadrebbe", "come sarebbe se". Non volevo passare attraverso quell'esperienza, pronunciare quelle parole con tristezza.
Voglio, da vecchio, sedermi accanto al camino con i miei nipotini sulle ginocchia e dire: "Sono così contento di essere stato nei Deep Purple, ma sono ugualmente contento di essermene andato, di aver trovato il tempo di comporre, di aver creato qualcosa come il Durham Concerto. Ho registrato l'album In Rock, ma anche tutto quello che è venuto dopo.
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