Il prog de Le Orme tra pittura, sogni e orbite celesti
La formazione è quella storica a tre elementi: Aldo Tagliapietra (voce, basso e chitarra acustica), Tony Pagliuca (pianoforte, organo, mellotron, sintetizzatori) e Michi Dei Rossi (batteria e percussioni).
Il disco, incentrato sulle tastiere, riflette appieno l'anima di Pagliuca, che è un musicista d’atmosfera, riflessivo, sempre pronto a inseguire l'onda evocativa rifuggendo da esibizionismi e gare di velocità.
La varietà timbrica della sua strumentazione e la solidità delle armonie vincono sulla tecnica roboante di colleghi come Keith
Emerson o Rick Wakeman, più inclini all’arrembaggio e al virtuosismo di scena. Le sonorità di Felona
e Sorona assecondano piuttosto il moto dei sentimenti: sono coinvolgenti, cosmiche, sognanti, a tratti perfino cupe e misteriose.
Il brano d'apertura, Sospesi nell’incredibile, è un'intensa ouverture strumentale che ci porta subito in quota, tra tinte celesti e ombreggiature oscure, facendoci respirare l'essenza dell'intera opera. Bastano pochi attimi per accorgersi della perfetta simbiosi tra le forme sonore e le immagini che il pittore surrealista Lanfranco ha prestato alla celebre copertina.Grazie all'enorme successo di Felona e Sorona, il nome del gruppo inizia a risuonare anche all'estero. Nello stesso anno, Le Orme vengono invitate a realizzare la versione inglese dell'album con i testi curati da Peter Hammill, leader dei Van Der Graaf Generator. La band approda così sul mercato britannico sotto l'egida della Charisma Records - storica etichetta non solo degli stessi VDGG, ma anche di Nice, Lindisfarne e Genesis - consacrandosi definitivamente tra i protagonisti del rock progressivo europeo.
Le Orme insieme ai Genesis
(Reggio Emilia, Palazzetto dello Sport, gennaio 1973)

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