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Il titolo significa letteralmente "Dal vivo", ma l'album in realtà è un falso live, registrato in studio con l'aggiunta di applausi e voci del pubblico in post-produzione. La band era ricorsa a questo stratagemma, non per vanità, ma per sfuggire ai lacci della censura che gravava su di loro, pronta a setacciare e a scartare gli eventuali contenuti sgraditi alle linee governative.
Come se non bastasse, il gruppo stava attraversando un momento complicato dopo l'abbandono di due membri chiave come Gábor Presser e József Laux, che avevano deciso di fondare i Locomotiv GT. Visto che anche la casa discografica, la Pepita, si mostrava cauta rispetto all'uscita del nuovo album, il gruppo presentò il disco come una spontanea e innocua registrazione live, in modo da aggirare qualunque perplessità o resistenza.
Nonostante il tentativo di depistaggio, la censura riuscì comunque a colpire il brano di punta che avrebbe dovuto dare il titolo all'opera: 200 évvel az utolsó háború után ("200 anni dopo l'ultima guerra"). Considerata troppo cupa e potenzialmente critica dalle alte sfere governative, la canzone rimase nel cassetto per decenni, vedendo la luce solo nel 1998 con la pubblicazione della versione integrale dell'album.
Élő rappresenta ad ogni modo una tappa importante nella storia degli Omega, perché segna il passaggio definitivo della band dal rock-beat psichedelico di fine anni '60 a un hard rock progressivo ruvido ed energico. Brani come Hűtlen barátok, Omegauto e Blues tradiscono l'influenza britannica di band come Deep Purple e Uriah Heep, ma allo stesso tempo mantengono quella venatura malinconica che spesso contraddistingue il sound del gruppo. Una sfumatura che oggi sembra riflettere l'inquietudine di quell'epoca, tra influenze sovietiche e aspirazioni occidentali.
L'edizione originale del 1972 è considerata oggi un "sacro Graal" per i collezionisti, per via della copertina realizzata in cartoncino alluminizzato con effetto riflettente. All'epoca erano spesso usati materiali di scarsa qualità per le copertine. La scelta degli Omega era perciò un atto di pura sfida estetica.
Ne esistono due varianti, con scritte in blu o rosso, ma il fatto che fosse stampata su un supporto metallico, duttile e sottile, la rendeva comunque soggetta a pieghe e deformazioni. Queste imperfezioni, col tempo, hanno reso unico e irripetibile ogni esemplare, accrescendo la fama del gruppo. Il prezioso rivestimento sarà poi sostituito nelle stampe successive da un più pratico cartoncino color grigio.
Qualunque versione abbiate in mano, far girare oggi questo disco significa graffiare la superficie di una storia fatta di silenzi imposti e di libertà vissuta a pieni watt. E se pensate di non aver mai sentito nulla degli Omega, andate a riascoltare White Dove degli Scorpions, cover del loro più grande e leggendario successo: Gyöngyhajú lány (La ragazza dai capelli color perla).





