Il viaggio a vela contromano di "Creuza
De Mä"
(Estratto
dell'intervista pubblicata su La Stampa.it il 5 ottobre 2002)
MN - [...] Esiste un percorso che parte dai Balcani,
passa dal Medio Oriente, attraversa tutto il Nord Africa e risale l'Europa
dalla Spagna.
MP - Creuza De Mä fa quel giro lì. Ha un
pezzo proprio turco, come tipo di approccio, che è Jamin-a. Poi c'è Sidun
che è mediorientale, egiziano. Sinà n Capudà n PasciÃ
invece è tipico nordafricano. A dumenega è quasi
spagnolo-portoghese. C'è un po' di tutto, insomma.
- C'è anche l'intuizione armonica del blues.
- C'è molto blues in Creuza De Mä, ma perché io
sono un musicista che ha fatto blues.
- Quindi ci sei arrivato che tu lo avevi già dentro.
- Sì, me lo sono portato dietro e poi il blues è buon
collante, un buon unificante, perché in fondo deriva dalla cultura africana,
anche se noi lo viviamo filtrato. Ma nella sua costruzione e nel modo di portare
il tempo è africano.
- Se poi pensi alla musica rebetika, che è il blues
dei greci, o al fado che è il blues dei portoghesi, vuol dire che questo giro
ci deve essere. Così come ci deve essere stato un contatto che lega tutte le
rispettive culture.
- Eh, si. E poi il blues ha questo meccanismo
dell'improvvisazione, della composizione momentanea su un giro prestabilito che
diventa la conduzione su cui tutti si muovono e all'interno della quale tutti imparano
a suonare. Il blues è propedeutico alla vita. Perché se tu impari bene il
blues, impari a esprimere quanto ti tocca, ad ascoltare gli altri quando devi
ascoltare gli altri, ad accompagnare umilmente con la stessa attenzione con cui
fai gli assoli, e quando fai gli assoli impari a non suonarti addosso, impari
ad andare a tempo con gli altri, eccetera, eccetera. In realtà il blues è una parabola
della vita.
- Restando su Creuza De Mä, ci sono delle
registrazioni di voci e di rumori tra alcune canzoni: che significato hanno?
Capisco le voci del marcato e le onde del mare, ma le altre?
- Fu una scelta precisa di Fabrizio:
Creuza De Mã e il mercato, va da sé. Tra Jamin-a e Sidun
ci sono invece due voci: una è Regan, l'altra è Sharon. E già lì inizi a
capire. E non a caso sotto Regan e Sharon c'è un sottofondo in cui si sentono i
cingoli dei carri armati. Poi incomincia Sidun che è il pezzo sulla
distruzione e sul Libano.
- Sidone è la città che è stata distrutta e ricostruita
un sacco di volte, simbolo della stupidità degli uomini e allo stesso tempo della
loro perseveranza.
- Esatto. Quindi quelle voci avevano le loro ragioni.
- E l'aereo dopo Jamin-a?
- L'aereo è la guerra che guarda caso ce l'abbiamo di
nuovo qui, puntuale. Sembra che non siamo capaci a ragionare senza.

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