La potenza dell'assenza
Un esperimento oltre le barriere del rock
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I Quatermass sono stati un lampo d'ingegno, una presenza fugace che però ha inciso profondamente nell'immaginario rock dell'epoca. Un’esperienza durata appena venti mesi - dal settembre 1969 all’aprile 1971 - ma sufficiente a scrivere una pagina fondamentale della musica britannica, che brilla ancora oggi per intensità e innovazione.
Nella sua rapida ascesa, la band ha lasciato in eredità un album omonimo e una manciata di singoli, accompagnandoli con un'attività live di alto profilo. I Quatermass hanno calcato palchi leggendari come il Marquee di Londra e il Fillmore East di New York, dividendo la scena con giganti del calibro di Black Sabbath, Love, Kinks e Earth, Wind & Fire.
Il loro nome deriva da un film di fantascienza del 1955: The Quatermass Xperiment (tradotto in Italia come L’astronave atomica del dottor Quatermass). La loro missione, però, è più circoscritta, anche se non meno affascinante: superare le barriere sonore della loro epoca.
In un’era già dominata dai "guitar hero", i Quatermass compiono una scelta radicale come poche altre band: rinunciano del tutto alla chitarra elettrica e affidano il cuore del loro suono alle tastiere, dando vita a un ibrido tra hard rock, jazz, swing e suggestioni progressive. Brani avventurosi come Post War Saturday Echo e la lunga suite strumentale Laughing Tackle racchiudono perfettamente questa formula così innovativa.
L'assenza della sei corde viene colmata dalle saturazioni granitiche dell’organo Hammond di Peter Robinson, sostenuto dalla sezione ritmica di John Gustafson (basso e voce) e Mick Underwood (batteria), capace di spingere con vigore oltre il limite del rock classico.
Per quanto la formazione ricordasse un power trio alla Emerson, Lake & Palmer, l'estetica dei Quatermass era più vicina al suono imponente e distorto dei Deep Purple. Non a caso, entrambe le band incidevano per la stessa etichetta: la Harvest Records.
Registrato presso gli studi di Abbey Road all'inizio del 1970, il loro unico album uscì a maggio, seguito nel 1971 dai singoli One Blind Mice e Punting, oggi inclusi come bonus track nelle ristampe su CD. Tuttavia, l'influenza del gruppo va ben oltre la ridotta discografia ufficiale.
Pochi anni dopo lo scioglimento, i Quatermass sono diventati - inconsapevolmente - la causa del primo divorzio tra Ritchie Blackmore e i Deep Purple. Il chitarrista era rimasto talmente colpito dal loro brano Black sheep of the family, che voleva farne a tutti i costi una cover da inserire nel nuovo album in lavorazione. Erano i tempi di Stormbringer. Tuttavia la riluttanza degli altri membri convinse il "man in black" a mettere in piedi un progetto parallelo insieme agli Elf, la band di Ronnie James Dio che a quei tempi faceva da supporto proprio ai Deep Purple.
Quello fu l'atto di nascita di un nuovo gruppo: Blackmore assorbì quasi in blocco i membri degli Elf (licenziando solo il chitarrista Steve Edwards, of course) e poté finalmente inserire la cover della discordia nel disco d'esordio dei Rainbow del 1975.
Esiste però un antefatto curioso. Mick Underwood e Blackmore si
conoscevano già dai tempi dei Dominators e degli Outlaws, loro rispettive band
giovanili. Sembra che fosse stato il batterista a suggerire a Blackmore, nel 1969, di assumere Ian Gillan come nuovo cantante dei Deep Purple in
sostituzione di Rod Evans.
E' noto, invece, che
Gustafson e Underwood suonassero già insieme in una delle formazioni degli Episode
Syx, gruppo della seconda metà degli anni '60, in cui militavano sia Ian Gillan che Roger Glover. Dal collasso di
quella line-up presero forma due nuove galassie: da una parte i Quatermass, con l'ingresso di Peter
Robinson alle tastiere; dall'altra la leggendaria "Mark II" dei Purple.
Le strade di alcuni di loro saranno comunque destinate a incrociarsi ancora. Dopo l'esperienza dei Quatermass, il basso di John Gustafson entrerà al servizio della Ian Gillan Band, mentre pochi anni dopo, quando la formazione ripartirà per altre avventure sotto una nuova veste, saranno le bacchette di Mick Underwood a scandire il tempo per i nuovi Gillan.
Nonostante il laboratorio sia stato chiuso presto, l'eredità dei Quatermass e le traiettorie dei singoli membri hanno avuto un lungo impatto sulla scena rock successiva, confermando che il loro esperimento è stato tutt'altro che inconsistente o effimero.

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