L'energia di un istante, la perfezione di un'epoca
Il concerto, registrato durante il tour nel Sol Levante, ritrae la PFM in uno dei suoi momenti di massimo splendore
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In questo doppio CD troviamo il meglio della produzione del gruppo a trent’anni esatti dalla pubblicazione del primo album Storia di un Minuto.
Questo lavoro cattura l’entusiasmo che ha portato i componenti storici (Franz Di Cioccio, Patrick Dijvas, Franco Mussida e Flavio Premoli) e il ritrovato Lucio "Violino" Fabbri a riprendere le redini della loro storia e riportarla in giro per il mondo. C’è tutta la potenza del rock più elettrico, ma ci sono anche i voli immaginifici delle lunghe suite sinfoniche. Il tutto racchiuso in due ore e mezza di esuberanza e di profondo coinvolgimento emotivo.
Ovviamente sono stati chiamati a
raccolta i momenti più rinomati della loro carriera: River
of life, Photos of ghosts, Dolcissima
Maria e Maestro
della voce solo per ricordarne alcuni; ma si potrebbe continuare passando in rassegna tutti i titoli inseriti nella ricchissima scaletta. Fra i
tanti è bello ritrovare Out
of the roundabout (da Chocolate
Kings del 1975) seguita a ruota da La rivoluzione, unica concessione alla produzione più recente (direttamente da Serendipity del 2000).
Prima del concerto vengono proposti due brani registrati in studio nuovi di zecca. Il primo inedito è Sea of memory, una traversata sonora che si avvale del testo e della voce di Peter Hammill. L’eccezionale partecipazione del cantante dei Van Der Graaf Generator sublima un brano che riabbraccia la magniloquenza degli esordi ed evoca vecchi brividi. Potrebbe essere il prologo di un prossimo lavoro che il gruppo realizzerà in studio, visto che l’idea preannunciata già da qualche mese è quella di recuperare alcuni codici espressivi del passato.
Altra sorpresa è la cover di Bandiera bianca, uno dei brani più noti di Franco Battiato, che qui ovviamente viene arrangiato alla maniera della PFM. In questo modo il gruppo contraccambia la splendida versione di Impressioni di settembre che lo stesso Battiato aveva inciso, poco prima, per l'album di cover Fleurs 3.
Il concerto vero e proprio inizia con La carrozza di Hans, un brano che Lucio Fabbri (presente come special-guest) non aveva mai suonato dal vivo, neppure durante la sua permanenza nel gruppo negli anni ’80. In Live in Japan 2002 troviamo inoltre numerosi momenti di libertà ed improvvisazione che sono da sempre il motore della band e che aggiungono un valore speciale a questa registrazione dal vivo.
Prima di calare il sipario, il
gruppo ricorre ai pezzi più pregiati del proprio repertorio e si congeda con la gloriosa triade di Impressioni
di settembre, E’
festa e La
luna nuova. Un finale maestoso, immaginifico e potente.
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