🔸E' un piacere ritrovare Cristiano De André a sei anni di distanza dal suo precedente lavoro, Sul Confine. Dopo quel disco, lo avevamo ritrovato in qualità di polistrumentista al fianco del grande Fabrizio. Poi, in breve tempo, il dolore di figlio e una nuova gioia di padre. Tante emozioni, tanti contrasti accumulati e riversati in questo disco.
Scaramante nasce così da un'urgenza comunicativa che lo ha spinto nuovamente in questa avventura. Dieci brani con un valore terapeutico che ci riportano un autore di comprovata maturità, ma con uno sguardo più profondo e personale. Dieci ritratti realizzati con una pregevole varietà musicale che propone un mix di suoni acustici, programmazioni elettroniche e contaminazioni etniche.
In questo nuovo racconto scaramantico confluiscono incontri e addii, smarrimenti e ritrovate stabilità. Fragile scusa, in questo senso, sembra uno dei pezzi che De André sente di più addosso. Dalle altre stanze private di Sapevo il credo e di Un'antica canzone si passa a Lady Barcollando, lucida critica contro l'omologazione, l'appiattimento del pensiero e i condizionamenti esercitati da un potere che opera da un piano alto e poco visibile.
La diligenza, cantata a filo di microfono, ruvida e cinematografica, è la storia di Sammy, un condannato a morte che diventa il protagonista di una palpitante fuga verso il Messico. Sammy mette in salvo la propria innocenza e De André prende a bersaglio il tema della pena di morte. La canzone affonda il suo fioretto con le incursioni rap dell'americano Michael Corkran. Puntuale ed efficace anche la sezione ritmica, affidata all'esperienza di Elio Rivagli e Pier Michelatti, due storiche conoscenze della canzone genovese.
In Sempre ana' si riconosce invece lo spirito "ligure" e musicale di Mauro Pagani, che ha firmato la parte su cui Cristiano canta in dialetto. Creuza de Mä è appena dietro l'angolo, mentre Le quaranta carte ci riporta la bella voce di Luvi De André, che non sentivamo dai tempi paterni di Anime Salve e successive tournée. In effetti in questo disco ci sono corrispondenze timbriche e ricordi che possono suggerire qualche confronto con le ultime produzioni di Fabrizio.
Ma non cercate mai di assegnare eredità di famiglia. Ascoltate con naturalezza le somiglianze e amate le rispettive qualità. Cristiano De André, autore ispirato e musicista di raro valore, suona con la bravura che da sempre lo distingue e per Scaramante si circonda di bravissimi collaboratori quali Daniele Fossati, Danny Greggio, Rudy Marra e il vecchio compagno di canzoni Oliviero Malaspina (scomparso nel 2025).
L'album si chiude con Il silenzio e la luce, una poesia incantevole che Stefano Melone accompagna con le note del suo pianoforte. E il disco finisce quasi senza rendercene conto, con un soffio di voce raccolta intorno all'anima, con le parole di Cristiano che ribadiscono i contrastanti equilibri della vita: "la morte esiste, ma è solo un piccolo destino, perché poi c'è l'amore, l'amore a volte lontano, a volte troppo vicino".
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