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Oltre i confini del Rock: Progressive, Folk, Fusion e contaminazioni

mercoledì 11 maggio 2022

IVANO FOSSATI - Lampo Viaggiatore (2003)

Il taccuino di viaggio di un attento osservatore
Un ritorno alla canzone, tra lampi di bellezza e realismo poetico

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Sempre più dolcemente compromesso dalla saudade sudamericana e dai ritmi larghi e sinuosi. Perso tra alte visioni semantiche e la naturalezza di un cantore popolare. E poi ancora abbracciato ai suoni e ai colori di terre lontane, trapiantati poi nei solchi melodici d’Italia, passando da quel grande porto di anime e di culture che è la sua Liguria.

Ivano Fossati si ripresenta nel 2003 con un nuovo album di canzoni dopo la felice fuga strumentale di Not One Word, groviglio stretto di jazz, tango e new-age che aveva progettato a lungo e concretizzato, infine, come un segno di doppia vita (Double Life era appunto il nome che lo accompagnava in quell’avventura).

Il Fossati che torna a misurarsi con la parola sembra aver ritrovato una complicità e una seduzione assolutamente spontanea con la parte letteraria del suo mestiere. Una letterarietà che suona facile forse per via dello spirito leggero con cui viene proposta, o forse perché è la musica che ritorna a farsi semplicemente canzone. 

Questo Lampo Viaggiatore ha comunque la stessa sostanza degli altri Lindbergh, degli altri Macramé o de La Disciplina della Terra. In fondo contiene gli stessi equilibri che già conosciamo. Ecco perché una volta usciti da La bottega di filosofia, dove siamo stati trattenuti da un'inusuale armonica blues, è facile passare a C’è tempo, dove il Nostro soppesa e sillaba le emozioni con la calma riflessiva che più gli compete.

L'arte di Fossati in questo senso sa rendersi disponibile come un buon libro che già si conosce, ma che si tiene sempre a portata di mano. E' come una gradita abitudine, è la certezza di incontrare un musicista indomabile dalle regole di mercato più facili e scontate. Ogni ascolto regala qualcosa di nuovo, qualcosa che non è stato ancora detto, per lo meno non con quelle stesse parole o con quelle stesse note.

Nonostante la prima impressione sia quella di un disco a conti fatti più quieto ed amabile del solito, sono convinto che anche voi riconoscerete, in questi dieci ritratti musicali, la familiarità di un vecchio profilo amico. Forse siamo perfino in vista di quella rara e perfetta unione tra la vita di uomo e di artista che aveva inventato, a suo modo, Modugno. Il bacio sulla bocca e La cartolina sono due splendidi esempi di questa felice serenità raggiunta in tempi tutt'altro che leggeri.


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